mercoledì 7 gennaio 2009

Quindi Luigi ha ritrovato il motorino. Che cu...! A parte gli scherzi, prima o poi lo beccheranno con le mani nel sacco per rispedirlo via, il Moldavo.

Adesso, prima dei discorsi seri vi metto un pò di buon umore!










Intanto tanti auguri a tutti e poi vi annoierò con alcuni pensieri. Io credo alle coincidenze e ve ne racconto una.


Come forse sapete siamo stati in Dubai. Paese incredibile (che non vuol dire bello), sconcertante e assurdo. Tutto quello che hanno costruito l'hanno fatto sulla sabbia del deserto o addirittura nel mare, trasportando la sabbia. Prima del 1966 erano dei pecorai. Adesso apparentemente sono tutti miliardari.


Però...

Gli operai che si vedono a centinaia nei cantieri sono principalmente indiani e pakistani, lavorano 12 ore al giorno, non esistono i sindacati, lo sciopero è VIETATO, vivono in baracche e sembra guadagnino circa € 100 al mese.

Di donne non se ne vede una. O almeno le poche che si vedono appartengono evidentemente a famiglie facoltose e quindi girano tutte vestite di nero (ovviamente sono "burkate"), con paillettes e strasse, con l'unica parte visibile del viso, gli occhi, molto truccati. Non ho visto in giro un bambino e nemmeno un cane che è considerato un animale immondo.


Quindi ... un sacco di contraddizioni.

Sono tornata a Milano, un pò attonita e ancora incapace di trarre un giudizio.


Il caso ha voluto che in Chiesa il giorno dell'Epifania io abbia trovato un foglio scritto da dei ragazzi che hanno creato un sito e quello che vi allego almeno in parte.
Un sobrio stile di vita può aiutarci a superare l'attuale crisi economica.
Il ritorno dalle ferie estive è stato traumatico per l'economia mondiale: i timori di ingenti perdite sui crediti concessi senza garanzia da alcuni intermediari statunitensi ed investimenti in prodotti finanziari rivelatisi inaffidabili da parte delle banche di diversi paesi industrializzati, hanno provocato su scala globale quello che commentatori esperti definiscono un vero e proprio "cataclisma finanziario". Nelle ultime settimane la credibilità degli intermediari creditizi è venuta a mancare: alcuni hanno dovuto chiudere per fallimento, altri........ ecc. ecc. ecc.
Non è tuttavia dei meccanismi di scambio dei moderni sistemi economici che vogliamo parlare. Vogliamo invece richiamare un intervento di Benedetto XVI che in occasione dell'apertura del sinodo dei Vescovi sulla Bibbia, lo scorso 6 ottobre, ha osato dire l'unica parola ragionevole nel bel mezzo di una bufera in cui non la ragione, ma il panico sembrava governare le scelte di parecchi operatori economici.
Che cosa ha detto il Papa? Che è auspicabile e necessario per l'uomo costruire la sua vita sulla roccia e non sulla sabbia. "Costruisce sulla sabbia la casa della propria vita - ha osservato Benedetto XVI - chi costruisce solo sulle cose vivibili e toccabili, come il successo, la carriera, i soldi. Apparentemente queste sono la vera realtà, ma questa realtà prima o poi passa: vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che questi soldi scompaiano, che non sono niente. Chi costruisce su questo, costruisce sulla sabbia. Solo la parola di Dio è fondamento della realtà e cambia il nostro concetto di realismo: realista è chi riconosce la realtà nella parola di Dio".
Il richiamo evangelico alla parabola della costruzione della casa (Mt 7,24-27) è quasi stato sorvolato dai media, più preoccupati dei corsi azionari nelle borse di mezzo mondo: a nostro parere meritava invece maggiore attenzione sia da parte di chi può decidere le misure che consentano all'umanità intera di vivere dignitosamente, sia da parte di chi prende decisioni di consumo quotidiano, cioè ciascuno di noi. ecc. ecc. ecc.
In tempi di grande ottimismo e fiducia tra gli operatori dei paesi più sviluppati e ricchi, anche Giovanni Paolo II aveva messo in guardia il mondo dell'ingordigia e dell'accumulo fine a se stesso di un bene che perisce e del quale l'uomo è troppo spesso assai ghiotto. Quando crollarono i sistemi economici socialisti, disse che un'ideologia presuntuosamente intenzionata a vivere senza Dio usciva sconfitta dal confronto con la realtà. Ma aggiunse con altrettanta prontezza e chiarezza che non potevano dirsi vincitori i sistemi basati esclusivamente sul profitto, che seppelliscono sotto l'ostentato benessere un vuoto di senso profondo da dare all'esistenza. ecc. ecc. ecc.
Ecco quindi la risposta alle mie perplessità a poche ore dal mio ritorno. Ecco a cosa era dovuto il senso di "inquietudine" che mi hanno lasciato tutti quei bellissimi grattacieli costruiti sulla sabbia.
La nostra impressione è che non dureranno a lungo, in tutti i sensi....




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