giovedì 18 settembre 2008

Cerco spesso nel Secolo di Genova gli articoli che riguardano Alassio e stamattina ho trovato questo che vi allego. Più che altro è divertente. E' del 2 Agosto.

Io, le agenzie che mi pagano il vuoto per pieno non me le ricordo». E sarà pure crisi del turismo ma Ugo Masutti, 80 anni, titolare dell'hotel Europa che sta a metà del budéllo pronunciato con la vocale stretta, alla torinese, sfoggia onestà intellettuale rara per un operatore di riviera: «Non sono più i tempi d'oro, d'accordo. Ma i russi ci stanno salvando, più della metà dei miei clienti ormai vengono da Mosca o da San Pietroburgo e le agenzie, ripeto, non sono mai state tanto generose. Comprano dieci camere, che ne so, per quattro settimane: e se non le riempiono pagano lo stesso».
In realtà le riempiono eccome, «caso eccezionale quando una stanza resta vuota», ora Masutti si abbandona alla riflessione politica: «Il guaio è che sono extracomunitari. Di lusso, ma sempre extracomunitari. E così devono avere il visto, e mille limitazioni, e insomma se fossero europei anche loro, come poi sarebbe giusto per un fatto di storia e di cultura, altro che crisi. In questi giorni ne ho uno che cerca una Ferrari a noleggio».

Era il piccolo editore Stanislao Golovanoy, a cercare la Ferrari a noleggio. Trovata: per 1500 euro al giorno. E gli altri a seguire, tra i ristoranti e le boutiques del budéllo che è lungo due chilometri e raccoglie 280 attività commerciali (1000 in totale, su 10.800 abitanti è un record) che l’assessore al turismo Giuseppe Maiellano ha lasciato liberi di aprire, se lo vogliono, 24 ore su 24.
Domenico Rovaglio che sta sotto un ombrellone da cinquant'anni ricorda come «i tedeschi restano insuperabili, per educazione e correttezza e generosità». Ma i tedeschi ad Alassio non ci sono più e allora viva i russi, che non saranno gli oligarchi miliardari alla Abramovich però mangiano, si vestono e si divertono: e quindi spendono. Prendete Sergej Yakovlev e Madejda Yakovleva, dirigente di banca lui e casalinga lei, il figlioletto di 8 anni che si chiama sempre Sergej al seguito. Dovevano andare in Spagna ma ci sono stati problemi burocratici e hanno ripiegato sull'Italia, «ci abbiamo guadagnato, la cucina è migliore e la gente più amichevole, il mare di Alassio ha l'acqua bassa per il ragazzino e nelle vetrine ci sono cose meravigliose». Anche a Mosca adesso, per carità, "ma i prezzi italiani per noi sono imbattibili"

Prendete un ennesimo Sergej, Podkopaev, con la moglie Anna e la bellissima figlia Tatyana. Lui è importatore General Motors e lei docente universitario, la ragazza studentessa di ingegneria. Soggiornano ancora in albergo ma entro un paio d'anni stai a vedere se non si fanno la villetta, ad Alassio, cominciando a risalire la collina dove restano annidate le grandi famiglie della borghesia italiana: i Moreschi delle scarpe, i Riva dell'acciaio, gli Zegna delle confezioni, i Testa della pubblicità, i Passadore e gli Azzoaglio delle banche, i Lancia che ormai nessuno più abbina alle automobili perché basta il blasone.

«Abbiamo un mercato interno in salute», sorride Sergej Podkopaev, «facciamo l'esempio dei trasporti privati. Se voi avete una crescita del 2%, da noi è arrivata al 70. Capito? Siamo nelle condizioni del vostro mitico boom economico».

E dunque fra un pochino ci saranno loro, a far la spola tra la spiaggia e il golf di Garlenda, oppure a ormeggiare nel porticciolo dove si è degnata di attraccare, pochi giorni fa, Marina Berlusconi di ritorno da Portofino. Non saranno soli, però. Ecco Angelo Galtieri, presidente degli albergatori savonesi, lamentare l'arrivo di un turismo straniero per nulla redditizio: «Molti si fermano solo una notte e praticamente non consumano nulla, al massimo fanno un bagno. Poi ripartono per la Costa Azzurra. Il fenomeno è in crescita e droga le presenze, che infatti sono più o meno in linea con l'anno scorso. Tra l'altro non abbiamo fatto aumenti, per venire incontro alla clientela, e i fatturati stanno calando tra il 5 e il 10%».

Pensare che l'Agenzia ligure per il turismo è andata addirittura a cercarseli, gli stranieri. La campagna pubblicitaria 2007-2008 ha contato 13 fiere all'estero e un incremento, sul solo mercato tedesco delle inserzioni, pari al 30% dei lettori raggiunti. Dunque?

«Dunque è sempre troppo poco», sbuffa l'architetto Marco Melgrati nel suo ufficio di sindaco dove occupa una poltrona e una parete, in fotografia, assieme i suoi punti di riferimento morali: il cardinal Bertone, il ministro Scajola, il presidente Berlusconi, il presidente Ciampi. Guida una giunta di centrodestra e riconosce che «mai la Regione, a prescindere dal colore politico, ha capito l'importanza del marketing». Lui sì. Bisogna dargliene atto. La trovata di regalare una schedina della Sisal agli automobilisti multati è stata geniale, «e non mi vengano a dire che pensiamo solo all'immagine. Abbiamo uno dei festival letterari più importanti d'Europa e non ne parla nessuno».

Una copia di Panorama, aperta sulla scrivania, riferisce che sul fronte mare alassino un appartamento può costare 15 mila euro al metro quadro: «Anche venti, prego. Quest'anno abbiamo meno gente, soprattutto nelle seconde case, ma il prodotto Alassio regge ancora. Risultiamo troppo vicini alle grandi città per essere elitari, ma siamo in grado di offrire turismo di qualità».

Il futuro prevede ulteriori miglioramenti. Quasi restaurato il mitico Grand Hotel, che costituirà il più grande centro di talassoterapia d'Europa e sarebbe già pronto se non ci fossero state grane giudiziarie: «La storia degli abusi edilizi? Schiocchezze superate». Di fatto appaltati i lavori per il depuratore, «avremo l'acqua ancora più pulita di quella che abbiamo già», e in via di assegnazione quelli per il teatro. In fase di studio il nuovo campo sportivo, che dovrà portare le grandi squadre a far passerella d'estate e a strappare a Viareggio la palma del più famoso torneo giovanile di calcio, «che una volta si giocava qui».

Target medio-alto, dunque. Del resto: Miss Muretto continua a tirare, malgrado sia una manifestazione che si perde nella notte del Novecento, il festival jazz promette di diventare importante sul serio («Faremo una grande sinergia con Laigueglia») e la collina resta una meta ambita per la borghesia imprenditoriale. Persino i testimonial di spicco non mancano, da Gerry Scotti ad Antonio Ricci. Quando poi passano nel budéllo le star del calcio, siano Roberto Bettega o Mauro Tassotti o il telecronista Carlo Nesti, allora gli alassini si inorgogliscono sul serio: non saremo a Portofino ma il mondo gira anche qui, ecco, Alassio non ha forse prestato il set per la selezione dell'Isola dei Famosi? Gli inglesi della Belle Époque sarebbero inorriditi, i tedeschi del boom economico avrebbero fatto finta di non vedere e non sentire, ma ai russi un tocco di kitsch piace tantissimo: perciò spaziba, e l'anno prossimo tornate.

Nessun commento: